Questa Rivista pubblica esclusivamente i contributi richiesti dalla Direzione


Presentazione del sito
Il gruppo di persone che ha promosso questo sito si propone di sollecitare il dibattito tra gli studiosi delle diverse discipline interessate alle ragioni del costituzionalismo, operando entro una prospettiva dichiarata. Il nostro "punto di vista", le specifiche ragioni di politica culturale e la professione di metodo alla base di quest'iniziativa sono rese esplicite in due editoriali Le ragioni di una rivista nuova, di Gianni Ferrara e Le ragioni di un impegno nuovo, di Gaetano Azzariti...(continua)

06/06/2011
Un referendum che si ha da fare (di Massimo Villone)



Il referendum sul nucleare torna in Corte costituzionale. L’originario quesito era stato dichiarato ammissibile dalla Corte con la sentenza 28/2011. Era poi sopravvenuta prima la moratoria di un anno sulla costruzione di impianti di produzione di energia nucleare, e poi – in via emendativa nella discussione in Aula al Senato - l’abrogazione delle norme oggetto del quesito referendario e la introduzione di due nuovi commi (1 e 8) nell’art. 5 del d.l. 31 marzo 2011, n. 34, conv. in legge 26 maggio 2011, n.75
Sulle nuove disposizioni l’Ufficio centrale per il referendum ha trasferito l’originario quesito referendario, motivando che l’innovazione introdotta rende possibile l’avvio anche immediato di un programma volto a conservare ed anzi ampliare le prospettive e i modi di ricorso alle fonti nucleari di produzione energetica. Mentre il termine di dodici mesi consente al governo di riprendere il nucleare con proprio provvedimento, mantenendo dunque l’obiettivo di fondo di ripartire con la scelta nuclearista. Risulta così radicalmente negato l’intento dei promotori del referendum, e pienamente giustificato il trasferimento del quesito sulla nuova disciplina.
Le motivazioni dell’Ufficio centrale sono di certo condivisibili. Ma per una valutazione corretta va compreso a fondo il senso del ritorno davanti al giudice di costituzionalità. È la stessa Corte che nella sentenza 68 del 1978 disegna il modello che oggi vediamo operare. Costruisce infatti, con una sentenza additiva, la possibilità che l’Ufficio centrale trasferisca il quesito su una disciplina sopravvenuta. Ed aggiunge: “Corrispondentemente, alla Corte costituzionale compete pur sempre di verificare se non sussistano eventuali ragioni d'inammissibilità, quanto ai nuovi atti o disposti legislativi, così assoggettati al voto popolare abrogativo”.
Diciamo anzitutto che il nuovo giudizio che si chiede alla Corte non è un rimedio avverso la decisione dell’Ufficio centrale. Nel sistema della legge 352/1970, come integrato dalla Corte nella sua giurisprudenza, tutto ciò che attiene alla verifica della legittimità, alla riformulazione, e all’eventuale trasferimento del quesito è esclusiva competenza dell’Ufficio centrale. In particolare, è conclusiva la determinazione sull’esistenza di un contrasto tra la disciplina sopravvenuta e l’intento dei promotori, che è premessa del trasferimento del quesito. La Corte costituzionale si limita strettamente ai profili di ammissibilità ai sensi dell’art. 75 Cost., e dei limiti logico-sistematici elaborati nella giurisprudenza della stessa Corte a partire dalla sentenza n. 16 del 1978, operando sul quesito così come trasmesso dall’Ufficio centrale. La prova indiscutibile della separatezza tra Corte costituzionale e Ufficio centrale è offerta da quei casi in cui la Corte ha dichiarato l’illegittimità di una disposizione, per poi immediatamente dichiarare l’ammissibilità del referendum proposto sulle disposizioni appena dichiarate illegittime (sentenze 24 e 25 del 2004, 23 e 29 del 2011). Ciò perché spetta all’Ufficio centrale, e non alla stessa Corte, valutare l’impatto della dichiarazione di illegittimità sul quesito referendario.
Non potrebbe, quindi, la Corte negare l’ammissibilità perché non condivide la scelta fatta dall’Ufficio centrale con il trasferimento del quesito. Ma nemmeno il nuovo giudizio di ammissibilità è mera ripetizione di quello già effettuato (e risolto, nella specie, con la sentenza 28/2011). Si tratta di un giudizio del tutto nuovo ed autonomo rispetto al primo. Altre sono le disposizioni oggetto di valutazione. E dunque il giudizio va rinnovato rispetto a queste, secondo gli usuali parametri di cui all’art. 75 Cost., e alla giurisprudenza costituzionale.
Anche per le nuove disposizioni, peraltro, è corretto giungere a una conclusione nel senso dell’ammissibilità del quesito referendario. Nella sentenza 28/2011 un’ampia parte della motivazione della Corte è dedicata a respingere il dubbio che l’originario quesito fosse in contrasto con normative europee o di convenzioni internazionali. La Corte conclude nel senso che è tuttora lasciata allo Stato la determinazione del mix delle fonti di approvvigionamento energetico, e dunque l’esclusione con voto popolare di una di quelle fonti non trova ostacolo. Tale conclusione deve ritenersi confermata anche per il nuovo quesito. Ancor più – almeno per quanto riguarda la disciplina europea – dopo che il colosso tedesco ha ufficialmente annunciato la sua uscita dal nucleare.
Ma è il nuovo quesito chiaro, omogeneo, univoco, secondo i dettami della giurisprudenza costituzionale? La risposta è parimenti positiva.
Vediamo anzitutto che nel comma 1 introdotto nell’art. 5 si dispone che “Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche … non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”. Qui l’espressione chiave è “non si procede”: che evidenzia l’inequivoco significato di un rinvio, ma non di un abbandono. La scelta nuclearista è ancora nell’indirizzo politico e di governo. E quando il comma 8 disegna contenuto e modalità per l’adozione della Strategia energetica nazionale, non può che farlo alla luce del comma 1, disegnando dunque una strategia comprensiva della scelta nuclearista.
Questo risulta dal testo dell’innovazione legislativa introdotta. Ma si trova conferma anche nell’intento del legislatore. Qui non si deve tanto guardare alle dichiarazioni del Presidente del consiglio, che pure ha pubblicamente dichiarato al paese che si voleva solo far passare senza danni la tempesta referendaria, per riprendere il cammino verso il nucleare subito dopo. Una dichiarazione del Presidente del consiglio, si potrebbe dire, pur fatta di fronte al grande pubblico di una platea televisiva, è solo la parola di un testimone autorevole, che certifica al più la scarsa credibilità del governo, e non la mens legis. Ma certo fanno stato le parole pronunciate nel dibattito parlamentare. Ed allora rileva che il Ministro Romani abbia detto nell’Aula del Senato, nella seduta antimeridiana del 20 aprile 2011, al fine di giustificare la nuova strategia emendativa: “… riteniamo che gli stessi cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull’onda dell’emozione, assolutamente legittima dopo l’incidente di Fukushima, senza avere sufficienti elementi di chiarezza”. L’obiettivo del comma 8, in specie, è quello di ridefinire la strategia energetica nazionale anche con “l’appropriata considerazione dei risultati a cui porteranno gli approfondimenti di carattere scientifico e tecnico in materia di sicurezza del nucleare”.
L’intento di un mero rinvio è chiarissimo. E trova conferma nell’argomento avanzato dal ministro che l’uscita dal nucleare indebolirebbe la capacità del nostro paese di partecipare al dibattito sulla sicurezza in tutta Europa. Argomento inconsistente, che andrebbe oggi anzitutto spiegato alla Merkel.
Testo ed intento del legislatore concordano nel senso che i commi 1 e 8 dell’art. 5 innovato sono nel senso di un rinvio, rimanendo l’opzione nuclearista come scelta di indirizzo politico e di governo. Sussiste dunque “l’evidenza del fine intrinseco dell’atto abrogativo”, che si trova nell’intento di precludere una strategia energetica nazionale che comprenda l’opzione nuclearista. A valle dell’esito referendario, lo Stato rimarrebbe libero di adottare una strategia fondata su qualunque mix di fonti di produzione energetica, con la sola esclusione di quella nucleare. Il quesito è dunque puntualmente volto contro il nucleare, e preclusivo di future scelte solo per questa fonte energetica. E proprio questa nettezza di contorni ha permesso all’Ufficio centrale di trasferire il quesito. Da questo punto di vista, la lettura delle disposizioni da parte del giudice – che rimane, come si è detto, nell’ambito di una diversa competenza – è elemento che la Corte pure deve considerare ai fini della ricostruzione del significato normativo della disciplina oggetto del quesito.
In sintesi, nuova disciplina, nuovo quesito, nuovo giudizio di ammissibilità, stessa conclusione. Il quesito è chiaro, univoco, omogeneo, e non contrasta con normative europee o di convenzioni internazionali. Il referendum deve essere ammesso.














HYPERLINK "http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=028" http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=028
“1. Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, mediante il supporto dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”.
“8. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dello sviluppo economico e del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la Strategia energetica nazionale, che individua le priorità e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geografiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitività del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l'incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilità ambientale nella produzione e negli usi dell'energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali. Nella definizione della Strategia, il Consiglio dei Ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici, delle indicazioni dell'Unione europea e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici e ambientali”.






Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo il test
18/07/2012
...
06/03/2012
Coordinatori: prof. Pietro Ciarlo e prof. Gianmario Demuro...
Notizie & Opinioni
13/02/2012
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
26/01/2012
1. Anche grazie agli appelli del Presidente della Repubblica i problemi della cittadinanza sono all’ordine del giorno. ...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
10/11/2011
Credo che meriti attenzione un referendum che ha scandalizzato sia per essere stato prospettato sia per essere stato disdetto. È quello che intendeva indire Papandreu. Merita attenzione perché squader...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
25/10/2011
Il rifiuto dell’approvazione del rendiconto consuntivo dello stato, da parte della Camera dei deputati, l’11 ottobre scorso, invece di produrre i suoi effetti legittimi, ha dato la stura ad una serie ...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
21/10/2011
Su impulso del Governo l’Assemblea di Montecitorio ha cominciato la discussione sulle riforme costituzionali. Per due giorni la discussione ha riguardato la modifica dell’articolo 41, per poi decidere...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
03/10/2011
A Venezia, parlando al “popolo padano”, Bossi rispolvera il totem della secessione, vagheggiando di una via democratica e referendaria (Bossi: "Secessione nel Paese non c'è più democrazia" (video)...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
22/07/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
06/06/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
06/06/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
17/05/2011
Nell’ esperienza repubblicana i casi di rinvio presidenziale di leggi di conversione di decreti legge sono stati numerosi e hanno avuto molteplici motivazioni, come di recente ha ben documentato D...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
30/04/2011
Entro pochi giorni il Parlamento dovrebbe approvare in via definitiva la legge che mira a sterilizzare il referendum sul nucleare. A quel punto l’Ufficio centrale della Cassazione dovrà valutare se la...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
21/04/2011
Il 7 aprile scorso il presidente del Consiglio dei ministri ha firmato un decreto che dichiara «lo stato di emergenza umanitaria nel territorio del Nord Africa per consentire un efficace contrasto all...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
18/04/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
29/03/2011
Le ragioni del costituzionalismo sono duramente messe alla prova dinanzi alla forza brutale e senza regole della guerra. C’è da rimanere ammutoliti di fronte ai fatti drammatici ai quali assistiamo. D...
Notizie & Opinioni
07/03/2011
Gaetano Azzariti, Diritto e conflitti. Lezioni di diritto costituzionale, Laterza; Lelio Demichelis, Società o comunità. L’individuo, la libertà, il conflitto, l’empatia, la rete, Carocci; Maria Rosar...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
20/02/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
19/02/2011
Lo scioglimento anticipato delle Camere si configura come un atto complesso, perciò, senza controfirma del Presidente del Consiglio dei ministri, al massimo si può ipotizzare un conflitto di attribuz...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
16/02/2011
Dopo l’ennesimo violento attacco alla magistratura, venerdì 11 febbraio 2011 Berlusconi si reca al Quirinale. Uno scarno comunicato rende noto che il presidente della Repubblica “ha insistito su motiv...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
11/02/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
02/02/2011
Il governo è in agonia, ma continua a rivoltarsi scompostamente. Fuori tempo massimo tenta di ritrovare nuova energia nell’ideologia neoliberista che era all’origine dei suoi successi “giovanili”. Era...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
14/01/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
11/01/2011
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
22/12/2010
Il ripudio della violenza è e deve essere assoluto. Se e fino a quando si vive in uno stato di diritto. Se e fino a quando lo stato è credibilmente tale. Deve essere assoluto quel ripudio per molte ra...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
17/11/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
16/11/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
26/10/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
22/10/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
19/10/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
11/10/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
20/08/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
29/06/2010
Sono state date letture diverse dell’asciutto comunicato presidenziale sul caso Brancher. Gran parte dei commentatori hanno inteso rilevare i profili legati al merito della vicenda, essenzialmente que...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
19/06/2010
Era del tutto evidente che il capitalismo globalizzato, il liberismo assoluto, il revisionismo storico, etico-politico ed istituzionale mirassero allo stesso obiettivo. Non era però scontato un impatt...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
07/06/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
27/05/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
10/05/2010
Secondo i dati ufficiali, al 30 aprile 2010 il numero dei detenuti è salito a 67452 a fronte di una capienza regolamentare di 44066. È di nuovo emergenza, come era facilmente prevedibile già all’indom...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
21/04/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
21/04/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
12/04/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
10/04/2010
Giovedì scorso sul Corriere della sera è stata pubblicata la sintesi della ennesima proposta di una c.d. “riforma della Costituzione”. Dobbiamo ritenere che nel fraseggio con cui viene presentata quel...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
09/04/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
07/04/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
25/03/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
18/03/2010
Solo il fragore mediatico sull’affaire liste PDL ha potuto mettere in secondo piano la definitiva approvazione in Senato - il 10 marzo 2010 – dell’AS 1996 sul legittimo impedimento. Un testo che conse...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
08/03/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
06/03/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
17/02/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
21/01/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
15/01/2010
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
05/01/2010
Il ministro Brunetta ha dichiarato che non significa nulla aver stabilito, al primo articolo della nostra Costituzione, che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Delle due l’una....
EMERGENZA COSTITUZIONALE
16/12/2009
...
EMERGENZA COSTITUZIONALE
14/12/2009
...



Sulla Teoria costituzionale | Cosituzionalismo alla prova | Commenti | Notizie costituzionali | Cerca nel Sito | Redazione

web statistics