FASCICOLO 2 | 2011

22 MAGGIO 2011

La “riforma epocale” della giustizia nel ddl costituzionale AC 4275: continuità o rottura?*

di Massimo Villone

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Sommario. 1. La relazione all’AC 4275: richiamo ai lavori dell’Assemblea Costituente. 2. Segue. Elementi di cambiamento sopravvenuti. 3. Segue. Obbiettivi e priorità della riforma. 4. Per una lettura corretta degli atti dell’Assemblea Costituente. 5. In particolare, la pubblica accusa e l’azione penale. 6. La rottura con la Costituzione vigente: obbligatorietà dell’azione penale, parità di fronte alla giurisdizione, principio di eguaglianza. 7. Appellabilità, polizia giudiziaria, inamovibilità. 8. Le norme intimidatorie: gli atti politici del CSM. 9. Segue. La responsabilità del magistrato. 10. La legge, e una riforma incostituzionale della Costituzione.

1. La relazione all’AC 4275: richiamo ai lavori dell’Assemblea Costituente.

Dopo i durissimi scontri politici e istituzionali che si accompagnano alle leggi pensate per la vicenda giudiziaria di Berlusconi, arriva infine la “riforma epocale”. Più volte annunciata, evocata come punto di svolta per la legislatura e il paese, e come passo indispensabile di una normalità altrimenti irraggiungibile, si traduce nell’AC 4275[1], presentato il 7 aprile 2011.

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