FASCICOLO 3 | 2012

13 NOVEMBRE 2012

Le fratture inferte dal potere monetario e di bilancio europeo agli ordinamenti democratico-sociali*

di Gaetano Bucci

Ricercatore confermato di Istituzioni di Diritto pubblico - Università degli Studi di Bari

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Abstract


L’Italia e l’Europa attraversano una fase critica che pone a rischio le conquiste di civiltà ottenute in mezzo secolo di storia. Le politiche liberiste imperniate sul mix “stabilità istituzionale-stabilità economica” stanno compromettendo la coesione sociale e le forme stesse del vivere civile. I problemi del nostro Paese sono stati provocati dalla scelta di abbandonare il modello di Europa democratica e sociale prefigurato nel secondo dopoguerra e di aderire a quello liberista delineato dal Trattato di Maastricht. L’irrompere della crisi economico-finanziaria ed i suoi effetti impongono la necessità di una riflessione critica diretta a disvelare le contraddizioni strutturali di un modello di politica economica diretto a perseguire prioritariamente la stabilità dei prezzi e della moneta. L’UEM, infatti, impedisce lo svolgimento di politiche diverse da quelle monetariste e pare costituire, pertanto, l’ostacolo maggiore per superare l’attuale crisi politica, economica e sociale. Il varco per uscire dai vincoli antisociali predisposti dai Trattati europei può essere individuato nella riattualizzazione dei principi e delle norme della Costituzione e, in specie, di quelle concernenti i Rapporti economici, che prevedono l’esercizio da parte degli organi rappresentativi delle funzioni di programmazione economica orientata a fini sociali. Nell’ambito di queste funzioni rientra quella di indirizzo e coordinamento delle attività finanziarie dei soggetti pubblici e privati. Occorre ripensare l’Europa dalle fondamenta, discostandola dalle tavole della “costituzione” monetaria.


Italy and Europe are going through a critical phase putting at risk the topics of civilization achieved in half a century. Free trade policies based on the mix "institutional stability-economic stability" are undermining social cohesion. The problems of our country have been caused by the decision to abandon the model of a democratic and social Europe which prefigured after the Second World War and to adhere to the liberal model established by the Maastricht Treaty. The eruption of the financial and economic crisis and its social effects dictate the need for critical reflection aimed at revealing the structural contradictions of a model generating undesirable social consequences. This means, in particular, to demystify the dogma that the optimal solution for achieving "growth" must be based on the free action of market forces supported by monetary and economic policies aimed at pursuing the priority of price stability and currency. EMU now seems to be a "straitjacket" that prevents the development of policies other than monetarist ones and therefore constitutes a major obstacle to overcoming the current political, economic and social crisis. The gateway to escape from the anti-social constraints prepared by the European treaties can be probably found in the re-enactment of the principles and provisions of the Constitution and, in particular, those concerning economic relations, which can be exercised by the representative bodies of the functions of economic planning oriented towards social aims. Within these functions falls the directing and coordinating of financial activities of public and private entities. The Italian Constitution should be the role model for the process of building a new Europe capable of guaranteeing the material and spiritual progress of society. Europe must reconsider its foundations, unnailing it from the slabs of the monetary "constitution" which has been repeatedly stabbed.

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Fascicolo 3|2012

Economia della crisi, lavoro e sovranità

 


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