FASCICOLO 1 | 2016

8 MAGGIO 2016

La riforma Renzi-Boschi: governo forte, Costituzione debole

di Massimo Villone

Professore emerito nell’Università di Napoli Federico II

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Abstract

La riforma costituzionale appena approvata è ispirata dall'intento di condurre profondi mutamenti nel sistema della Costituzione italiana del 1948. Gli esiti saranno un drastico rafforzamento del Governo e del Primo ministro a scapito di un radicale indebolimento delle istituzioni parlamentari. Esiti aggravati dai meccanismi introdotti dalla nuova legge elettorale (l. 52/2015). In conseguenza di queste scelte sono a rischio i valori costituzionali cardine della partecipazione del popolo e della rappresentanza politica.

The recently approved constitutional reform is aimed at a dramatic modification of the structural layout of the 1948 Constitution. It ends up in a stronger Government and Prime Minister, and a correspondingly much weaker Parliament. This is especially clear when the new electoral law (52/2015) is taken into account. As a consequence, the cornerstone constitutional values of democratic participation and political representation are at risk

 

Sommario. 1. Premessa - 1.1.  La data del voto popolare. 1.2. Quesiti parziali?  - 2. Questioni di metodo. 2.1. La mancanza di legittimazione del Parlamento in carica. 2.2. L’iniziativa del Governo. 2.3. Una riforma e un referendum che dividono il paese. - 3. Questioni di merito. 3.1. Il Senato non elettivo e i costi della politica. 3.2. il nuovo Senato e la rappresentanza politica. 3.3. Il bicameralismo differenziato .- 4. Riforma costituzionale e Italicum. - 5. Gli strumenti di democrazia diretta. - 6. Un argine alle cattive riforme: i referendum. - Bibliografia.

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Fascicolo 1|2016

Tornare ai fondamentali: la solidarietà

 


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Il gruppo di persone che ha promosso questo sito si propone di sollecitare il dibattito tra gli studiosi delle diverse discipline interessate alle ragioni del costituzionalismo, operando entro una prospettiva dichiarata. Il nostro 'punto di vista', le specifiche ragioni di politica culturale e la professione di metodo alla base di quest'iniziativa sono rese esplicite in due editoriali Le ragioni di una rivista nuova, di Gianni Ferrara e Le ragioni di un impegno nuovo, di Gaetano Azzariti... (continua)

 
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