Questa Rivista pubblica esclusivamente i contributi richiesti dalla Direzione
Presentazione del sito
Il gruppo di persone che ha promosso questo sito si propone di sollecitare
il dibattito tra gli studiosi delle diverse discipline interessate alle
ragioni del costituzionalismo, operando entro una prospettiva dichiarata.
Il nostro "punto di vista", le specifiche ragioni di politica culturale
e la professione di metodo alla base di quest'iniziativa sono rese esplicite
in due editoriali Le ragioni di una rivista
nuova, di Gianni Ferrara e Le
ragioni di un impegno nuovo, di Gaetano Azzariti...(continua)
Sommario: 1. – Cronaca politica ed interpretazioni storiche del divieto di mandato imperativo. 2. – Dal Medioevo all’età moderna: la strutturale ambiguità del divieto di mandato imperativo. 3. – La conquista dell’autonomia politica delle assemblee parlamentari: il mandato come dispositivo di sistema d’ordine costituzionale. 4. – Oltre la contrapposizione tra imperatività o libertà del mandato: il rapporto di rappresentanza e la responsabilità del rappresentante. 5. – L’assolutismo sistematico del libero mandato nell’esperienza storica dello Stato liberale. 6. – La critica al libero mandato. 6.1. – Segue: la critica leninista e il modello sovietico o comunardo. 6. 2. – Segue: la critica normativista tra divisione del lavoro e “Stato dei partiti”. 7. – Il “mandato imperativo di partito” e la sua legittimazione. 8. – Il divieto di mandato imperativo nella Costituzione e nell’esperienza della Repubblica italiana. 9. – Rappresentanza pluralistica della società e disciplina di partito. 10. – La crisi dei soggetti della rappresentanza (eletti, elettori, partiti): la scomparsa dell’agire politico. 11. – Verticalizzazione del sistema politico e Governo in Parlamento. 12. - Divieto di mandato imperativo e pluralismo politico.
Sommario: 1. Il principio maggioritario e il suo ‘assurdo inverso’. 2. Due risposte sulla realizzazione degli obiettivi del maggioritario: negativa per quelli proclamati. 3. Segue: affermativa per gli obiettivi politici effettivamente perseguiti. 4. Un Parlamento di ‘figuranti’. 5. Il Partito maggioritario. 6. Qualche dubbio su eguaglianza (e libertà) dello stesso voto ‘in partenza’.
Il ministro Brunetta ha dichiarato che non significa nulla aver stabilito, al primo articolo della nostra Costituzione, che “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Delle due l’una....
I componenti della direzione della rivista on line “costituzionalismo.it” aderiscono con piena convinzione alla manifestazione del 19 settembre 2009 in difesa della libertà di informazione. Oltre alla...
Di seguito pubblichiamo la sentenza della Corte costituzionale n. 151 dell'8 maggio 2009 sulla legge n. 40 del 2004 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita). La Corte ha dichiarat...
Dichiarazione dei professori ordinari di diritto costituzionale sullo stato di forte tensione tra le istituzioni e il tentativo di delegittimazione della Costituzione repubblicana...