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Sommario: 1. La crisi della partecipazione politica come crisi della rappresentanza. Una dimensione sociale; 1.1. La partecipazione e l’eclissi della politica nell’era dell’avvento del mercato; 2. L’evoluzione della partecipazione dal Dio antico al Dio moderno; 2.1. La partecipazione in Dio nel regime misto di Tommaso d’Aquino: dalla legge alla resistenza; 3. La partecipazione e la rappresentanza discendente tra continuità e innovazione; 4. La partecipazione politica tra eguaglianza e libertà: il ruolo della dignità sociale; 5. Gli effetti della logica del mercato sulla partecipazione politica.
1. La crisi della partecipazione politica come crisi della rappresentanza. Una dimensione sociale
Per trattare il tema della partecipazione politica è opportuno partire da una constatazione ormai consolidata in dottrina. La partecipazione dei cittadini alla vita politica e alle scelte di politica nazionale si riduce sempre più e di conseguenza cresce la distanza tra lo Stato comunità e lo Stato apparato. Privo di riferimenti, il cittadino si ritrova immerso in un complesso contesto istituzionale ed economico, diffidente verso la politica e rassegnato all’impossibilità di modificare le condizioni che lo relegano a un lento impoverimento. Tali condizioni producono un ripiegamento dei cittadini su sé stessi, finendo per mettere a dura prova il circuito della rappresentanza politica e incidendo sul carattere partecipativo1 della democrazia costituzionale2.