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Abstract
Ita
Muovendo dalla metafora del «trono vuoto» di Claude Lefort, per il quale la democrazia si fonda sull’impossibilità che il potere sia definitivamente appropriato da un individuo, da una classe o da un partito, il saggio esplora le molteplici forme di “svuotamento” che hanno investito le democrazie occidentali. A partire dagli anni Ottanta, la svolta neoliberale ha riconfigurato lo Stato, indebolito i partiti e i legami di rappresentanza, svuotato perfino le soggettività individuali. Attraverso le analisi di Bob Jessop, Peter Mair, Wendy Brown, Natalie Fenton e Massimo Luciani, il saggio ricostruisce la spoliticizzazione delle decisioni collettive, la crisi dei corpi intermedi e l’indebolimento delle appartenenze e delle solidarietà sociali. Questo non è stato tuttavia l’esito inevitabile di trasformazioni strutturali o tecnologiche, bensì soprattutto il risultato di strategie e conflitti di potere. Rispetto ad essi, il costituzionalismo costituisce una potente arma di resistenza. La quale da ultimo è sfidata da una convergenza postautoritaria tra le élites del capitalismo digitale e finanziario e le nuove élites politiche d’ispirazione reazionaria, che mantengono le liturgie elettorali, ma svuotano il contenuto democratico.
En
Drawing on Claude Lefort’s metaphor of the “empty throne”, according to which democracy rests on the impossibility of power being permanently appropriated by an individual, a class, or a party, this essay explores the multiple forms of “hollowing out” that have affected Western democracies. Since the 1980s, the neoliberal turn has reconfigured the state, weakened political parties and the ties of political representation, and hollowed out even individual subjectivities. Drawing on the analyses of Bob Jessop, Peter Mair, Wendy Brown, Natalie Fenton and Massimo Luciani, the essay reconstructs the depoliticization of collective decision-making, the crisis of intermediary bodies, and the weakening of social affiliations and solidarities. This process, however, was not the inevitable outcome of structural or technological transformations, but rather the result, above all, of power strategies and conflicts. Constitutionalism is one powerful weapon of resistance against these developments. This resistance is now being challenged by a post-authoritarian convergence between the elites of digital and financial capitalism and new, reactionary-oriented political elites. These actors preserve the rituals of electoral democracy while hollowing out the democratic content.