Il soggetto si dice in molti mo(n)di. Riscoprire la teoria dell’ordinamento giuridico di René Demogue in chiave fenomenologica

Professore ordinario di Filosofia del diritto. Università della Campania “Luigi Vanvitelli”

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Abstract

Ita

A partire dall’attuale riaffiorare di un interesse per il pensiero del civilista francese René Demogue (1872-1938), il presente saggio ne propone una rilettura teorica complessiva soprattutto alla luce della sua delineazione generale dell’ordinamento giuridico e del ruolo che la nozione di soggetto di diritto gioca al suo interno. Attraverso un approccio filosofico-giuridico di matrice fenomenologica, l’indagine mette in luce, in primo luogo, i lineamenti di fondo dell’impostazione di quest’autore nel suo rinvio strutturale all’interazione tra elemento storico-sociale e tecnico-giuridico; in secondo luogo, prendendo le mosse dalla distinzione da egli operata tra soggettività di godimento e di disposizione, sviluppa i termini di un fecondo contributo all’odierno dibattito – sia civilistico che giuspubblicistico – riguardo alla possibilità di attribuire diritti soggettivi a entità non-umane e alle generazioni future.

Eng

Building on the renewed interest in the thought of the French civil law scholar René Demogue (1872-1938), this paper offers a comprehensive theoretical reinterpretation of his work, focusing, in particular, on his general design of legal order and on the role played within it by the notion of legal subjectivity. Adopting a phenomenological approach, the analysis first elucidates the core features of Demogue’s legal framework, highlighting its structural reference to the interaction between the socio-historical dimension and legal technique. It subsequently develops, in line with his distinction between a subject of enjoyment and of disposition, fruitful avenues as to how his approach can contribute to current private and public law debates concerning the attribution of subjective rights to non-human entities and to future generations.