Neoimperialismo e democrazia totalitaria negli Stati Uniti

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Sommario: 1. Potenza versus diritto; 2. L’oligarchia americana; 3. Tradizionalismo e nazionalismo: una riedizione delle guerre di religione tra protestanti e cattolici; 4. L’impero degli oligarchi e la forma di governo.

1. Potenza versus diritto

Prima di entrare nel merito, una piccola digressione personale. Di recente ci ha lasciato Michele Scudiero, che è stato, assieme a Gianni Ferrara, uno dei miei Maestri. Erano persone tra loro diversissime, ma legate da un’amicizia profonda, fondata sul reciproco rispetto della diversità e sulla lealtà. Avere avuto due Maestri così eterogenei, ma sempre guidati dalla volontà di decidere insieme, credo mi abbia giovato. A circa due secoli da Tocqueville, siamo di nuovo costretti a parlare della democrazia in America, perché grandi sono le trasformazioni che in questa fase la investono e perché gran parte dei nostri destini si giocano proprio a partire dagli Stati Uniti. La cultura democratica e liberal ha colpevolmente considerato la prima affermazione elettorale di Trump, nel 2016, una sorta di folclorico accidente della storia. In parte forse lo è stato, ma certo subito ha mostrato una sua portata sostanziale che abbiamo troppo a lungo trascurato, nella ottimistica e auto assolutoria convinzione che gli Hyksos sarebbero in qualche modo passati. Viceversa, avremmo dovuto meglio considerare che Trump aveva vinto quelle elezioni perché aveva interpretato sentimenti profondi della società americana, e perché ben conosceva la forza dei nuovi potentati economici che si erano formati o, allora, si andavano formando e, infine, perché si era avvalso di un potente apparato informatico a fini elettorali.