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Abstract
Ita
Muovendo dal documentario I shall not hate, che descrive le vicende di un medico di Gaza, e sulla scorta di altri esempi virtuosi, lo scritto evidenzia come sia ancora possibile immaginare un futuro di convivenza tra palestinesi e israeliani, nonostante lo stato in cui versa attualmente la Striscia. Precondizioni per la pace sono la fine dell’occupazione israeliana, la realizzazione dell’autodeterminazione palestinese e l’inizio di un serio processo di giustizia riparativa. La risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza, che ha fatto proprio il cosiddetto piano di pace di Trump, sembra tuttavia andare in un’altra direzione.
En
Taking as its starting point the documentary I shall not hate, which recounts the story of a doctor from Gaza, and drawing on other exemplary cases, this article highlights how it is still possible to envisage a future of coexistence between Palestinians and Israelis, despite the current situation in the Gaza Strip. Prerequisites for peace are the termination of the Israeli occupation, the achievement of Palestinian self-determination and the commencement of a serious process of restorative justice. Security Council Resolution 2803, which endorsed the so-called Trump peace plan, appears, however, to be heading in a different direction.