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Il lavoro prende in esame le diverse e complesse questioni giuridiche emerse, in sede interna ed internazionale, in relazione alla vicenda del cittadino libico destinatario di un mandato d’arresto della Corte penale internazionale, che nel gennaio 2025 è stato prima arrestato e poi riaccompagnato in Libia dalle autorità italiane. Vengono in particolare presenti in esame tre distinte problematiche: la prima questione, attualmente al vaglio della Corte costituzionale, riguarda la conformità del sistema interno di cooperazione con la CPI agli obblighi di leale collaborazione con la Corte assunti dall’Italia con l’adesione allo Statuto di Roma; la seconda riguarda i presupposti ed i limiti del potere del Parlamento di negare l’autorizzazione a procedere per i cd. reati ministeriali, ei termini dell’estensione della speciale procedura prevista in questi casi anche ai soggetti concorrenti con il Ministro ed agli indagati per reati connessi; la terza infine è relativa al procedimento svoltosi davanti alla CPI per la violazione dei doveri assunti ai sensi dello Statuto, e conclusosi con il deferimento del nostro Paese all’Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma.
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Il presente documento esamina le diverse e complesse questioni giuridiche emerse, sia a livello nazionale che internazionale, in relazione al caso di un cittadino libico, ricercato con mandato d’arresto dalla Corte penale internazionale (CPI), arrestato nel gennaio 2025 e successivamente rimpatriato in Libia dalle autorità italiane. Vengono affrontate in particolare tre questioni distinte: la prima, attualmente al vaglio della Corte costituzionale, riguarda la conformità del sistema nazionale di cooperazione con la CPI agli obblighi di leale cooperazione assunti dall’Italia nei confronti della Corte; la seconda concerne le condizioni e i limiti del potere del Parlamento di negare l’autorizzazione a procedere per i cosiddetti reati ministeriali, nonché le modalità di estensione della procedura speciale prevista in tali casi alle persone che hanno partecipato al reato insieme al Ministro e a coloro che sono indagati per reati connessi; la terza, infine, riguarda il procedimento dinanzi alla CPI per violazione dello Statuto di Roma, conclusosi con il deferimento del nostro Paese all’Assemblea degli Stati Parte dello Statuto di Roma.